L’UCI ferma il ciclismo, finalmente

Fino al 3 aprile, fino a nuovo ordine. Grazie Bugno, grazie Salvato

di Nando Aruffo

Di Rocco e Gianni Bugno

ROMA – Non sono così presuntuoso da pensare che qualcuno dell’UCI (Unione Ciclistica Internazionale) legga “gareinrete”; sono però così presuntuoso nell’affermare che io sono stato tra  primi a scrivere: “Fermiamo tutto, fermiamoci tutti”.

Sono in buona, ottima compagnia (tutti già corridori, guarda caso): Davide Cassani (Commissario Tecnico delle nazionali italiane di ciclismo), Riccardo Magrini (voce tecnica per Eurosport), Silvio Martinello (medaglia d’oro nella corsa a punti ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996 e oggi impeccabile commentatore Rai prima tv ora radio), Cristian Salvato (presidente dell’ACCPI, Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani).

Il Giro d’Italia ha dovuto annullare il via in Ungheria e ha posticipato senza indicazioni la nuova data di partenza; in Belgio hanno annullato il Giro delle Fiandre e anche i francesi – dopo il pastrocchio della Parigi-Nizza – si sono finalmente resi conto che sia folle far correre la Parigi-Roubaix in queste condizioni.

Bene: l’UCI è uscita dal letargo e ha detto che sì, bisogna fermarsi. Come diceva il maestro di tutti noi Alberto Manzi: Non è mai troppo tardi.

Ecco uno stralcio del comunicato UCI (abbiamo escluso le qualificazioni per i Giochi Olimpici, avremo modo di riparlarne):

“ –  La sicurezza degli atleti è una missione prioritaria dell’UCI , agli organizzatori viene espressamente richiesto di annullare qualsiasi evento ciclistico sul calendario internazionale dell’UCI in territori identificati a rischio dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità);

  • Sospensione di tutte le classificazioni per tutti gli eventi del calendario internazionale UCI, in tutte le discipline , dal 15 marzo 2020 e fino a nuovo avviso, ma almeno fino al 3 aprile 2020. Congelando i punti durante il periodo indicato, l’UCI mantiene l’equità sportiva per gli atleti;
  • Queste importanti decisioni sono guidate dal desiderio di garantire, per quanto possibile, la sicurezza sanitaria di ciclisti, squadre, organizzatori, partner, media e tutte le persone interessate, compreso il pubblico, nonché  gare eque  per gli atleti e le loro squadre (commerciali e nazionali nel caso dei Giochi Olimpici).

Per quanto riguarda il calendario internazionale UCI, l’UCI ha registrato fino ad oggi oltre cento richieste di rinvio e annullamento e l’elenco è in aumento ogni giorno. Per quanto riguarda il ciclismo su strada professionale, l’UCI si è consultato con gli organismi che rappresentano gli organizzatori (AIOCC), le squadre (AIGCP) e i ciclisti (CPA)”.

La lettura offre lo spunto per tre considerazioni:

1 – Non pensiamo di tornare alla normalità il 4 di aprile. Bisogna affidarsi ai medici sportivi per studiare un piano sanitario affinché l’atleta acquisisca una sufficiente forma fisica per affrontare una corsa con esami clinici approfonditi prima di abbassare la bandierina del via a una qualsiasi corsa ciclistica;

2 – L’UCI ha ricevuto più di cento richieste di rinvio o annullamento di corse;

3 – L’UCI si è consultata con organizzatori, squadre e corridori (grazie Bugno).

L’UCI ferma il ciclismo, finalmente
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