Biathlon – Gli uomini invisibili

Il dt Fabrizio Curtaz e Pietro Dutto spiegano il ruolo dei tecnici in una giornata di gare: uomini invisibili che hanno un ruolo fondamentale nei successi degli atleti.

di Chiara Aruffo

La corsa dell’allenatore Andrea Zattoni accanto a Dorothea Wierer negli ultimi metri della gara Individuale è sicuramente una delle immagini dei Mondiali che sono rimaste scolpite nella memoria di molti. Dietro gli atleti, infatti c’è una squadra di tecnici che lavora prima e durante la gara per far sì che tutto vada per il meglio. Per capire meglio cosa succede dietro le quinte prima e durante una gara di biathlon, abbiamo parlato durante i Mondiali con Pietro Dutto (ex biathleta di Coppa del Mondo) e con il direttore tecnico della Nazionale italiana Fabrizio Curtaz. 

PRIMA DELLA GARA: LA PREPARAZIONE DEI MATERIALI

Il pre-gara è dedicato principalmente alla preparazione dei materiali, vale a dire scegliere e preparare gli sci in base alle condizioni della pista e al meteo previsto durante la gara. La squadra di skiman italiani è composta da: Simone e Alessandro Biondini, Christian Capitanio, Giacomo Tiraboschi, Luca Molin Pradel e Luca D’Incao. La preparazione e manutenzione degli sci non si limita ovviamente al giorno della gara, ma seguono la squadra durante tutta la stagione. La messa a punto finale dipende molto dalle condizioni della neve in pista e gli skiman lavorano quindi fino ai momenti immediatamente precedenti alla gara, su cavalletti montati nella zona di riscaldamento.

Piccola curiosità dal circuito di Coppa del Mondo: la Bulgaria ha una skiwoman, Stefani Popova, ex-biathleta alla quale l’IBU (International Biathlon Union) ha dedicato un piccolo documentario in occasione della festa della donna (clicca qui per vederlo).

Uno skiman del Canada finalizza la preparazione degli sci prima di una gara nella zona di riscaldamento.

DURANTE LA GARA: TUTTI IN PISTA

Tutta la squadra dei tecnici scende in campo a supporto degli atleti. Dietro il poligono si posizionano gli allenatori al tiro delle varie squadre, per l’Italia questi sono Klaus Hoellrigl (Squadra A) e Andreas Zingerle (Squadra Elite). Per la squadra azzurra, si vede poi spesso insieme a loro il cuoco di fiducia Arturo Epis, quasi un portafortuna per gli atleti. Ogni allenatore dispone di un cannocchiale per verificare dove vengono sparati i colpi su ciascun bersaglio e di una lavagnetta sulla quale vengono annotati i risultati. È importante ricordare che il poligono è definita come “zona del silenzio”, come segnalato in entrata e in uscita, per cui gli atleti non possono ricevere nessun tipo di indicazione dagli allenatori. Per questo motivo, gli allenatori comunicano via radio i risultati del tiro al resto della squadra tecnica. Nel caso di problemi durante la sessione di tiro, l’atleta deve segnalarlo tramite alzata di mano e gli ufficiali di gara faranno da tramite con gli allenatori.

Cannocchiale e lavagnetta usati dagli allenatori posizionati dietro al poligono.

Il resto della squadra tecnica si distribuisce lungo il percorso di gara, con lo scopo di tenere alta la concentrazione degli atleti, dar loro indicazioni sulla tecnica e sull’andamento della gara, ma anche di aiutarli in caso di difficoltà. Non è raro infatti che un bastoncino si possa rompere, soprattutto nelle gare con partenza in linea, per cui ciascun tecnico porta con sé dei bastoncini di ricambio e uno sci per atleta. Per l’Italia, sono solitamente presenti i due allenatori del fondo Andrea Zattoni e Nicola Pozzi, il dt Curtaz, gli skiman e anche i fisioterapisti Orazio De Martin, Teseo Ginato e Matteo Fontanive. Generalmente i due fisioterapisti rimangono in zona partenza/arrivo, mentre gli altri tecnici si distribuiscono in punti strategici del percorso, come ad esempio in corrispondenza di una curva pericolosa, una salita molto lunga o anche in tratti lenti dove è importante spronare l’atleta a non rilassarsi troppo. L’ultima persona che gli atleti incontrano prima del poligono comunica le indicazioni ricevute via radio dai due allenatori al poligono. Queste possono essere per esempio, cambiamenti nella direzione del vento o anche consigli sulle piazzole in cui andare a sparare in base alle condizioni atmosferiche. Nelle gare a quattro serie dove si ripete la serie a terra, vengono anche mostrate le “rosate”, ovvero la distribuzione dei colpi nella precedente sessione di tiro a terra, in modo tale che l’atleta possa meglio gestire la sessione successiva.

Esempio di distribuzione della squadra dei tecnici durante una gara. Due allenatori al poligono, due tecnici in zona partenza/arrivo, un tecnico poco prima dell’entrata al poligono e i tecnici restanti distribuiti lungo il percorso. Fonte grafica: Biathlon Antholz.
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