Biathlon – Clare Egan chiarisce la decisione dell’IBU di continuare a gareggiare

Contattata da noi, la presidente del Comitato Atleti dell’IBU spiega quanto avvenuto a Kontiolahti

di Chiara Aruffo

IBU – the show must go on

Annullata l’ultima tappa di Coppa del Mondo di biathlon in programma a Oslo il prossimo fine settimana, Kontiolahti ha ospitato l’ultimo show di questa stagione. Non sono mancate le polemiche, prima e durante lo svolgimento della tappa, per la preoccupante escalation della situazione Coronavirus in Europa. Mentre il mondo dello sport si fermava, l’IBU (International Biathlon Union) imperterrita è andata avanti tentando addirittura di far recuperare la tappa saltata di Oslo con un secondo weekend proprio a Kontiolathi. Tutto ciò mentre la squadra americana ha lasciato la Finlandia prima dell’inizio delle gare; Slovacchia, Austria, Romania, Bulgaria e parte della squadra ucraina sono invece ripartite prima degli inseguimenti. Gli italiani, in particolare Dorothea Wierer all’ufficio stampa FISI e Thomas Bormolini a Fondo Italia, hanno espresso tutto il loro disappunto e raccontato di quanto sia stato difficile gestire la tensione in una situazione del genere. Tra l’altro le misure di sicurezza imposte dal governo finlandese, che ha vietato lo svolgimento di eventi con più di 500 partecipanti, sembrano siano state disattese. Gruppi di tifosi erano presenti nel bosco lungo il percorso, soprattutto durante la prima giornata di gara in cui numerose persone erano già presenti allo stadio e sono state fatte uscire poco pima dell’inizio.

Clare Egan – le decisioni sono state prese insieme agli atleti

Cercando di fare chiarezza sulla questione, ci siamo rivolti direttamente a Clare Egan, la presidente del Comitato Atleti dell’IBU. Come membro del Comitato Esecutivo dell’IBU, la presidente del Comitato Atleti ha potere di voto in tutte le decisioni che vengono prese, inclusi la cancellazione o lo spostamento di un evento.

Clare Egan, nonostante non fosse fisicamente presente a Kontiolahti, ha sempre mantenuto un contatto diretto con il Direttore dell’IBU che ha chiesto a lei e Martin Fourcade, presente in loco e membro anche lui del Comitato Atleti, costanti aggiornamenti riguardo l’opinione e l’umore degli atleti. L’atleta francese e l’altro membro del Comitato Atleti, la svizzera Aita Gasparin, sono stati incaricati appunto di approfondire la situazione e hanno riportato alla Egan stessa che gli atleti erano intenzionati a continuare a gareggiare per tutto il weekend in Finlandia. Non è chiaro se gli atleti italiani siano stati interpellati personalmente o meno: di questo Clare Egan è evidentemente dispiaciuta, al tempo stesso se ne prende la responsabilità. È comprensibile quindi che giovedì l’atleta americana abbia votato in favore della proposta dell’IBU di cancellare la tappa di Oslo, ma di continuare a gareggiare a Kontiolahti come previsto.

La Egan, come richiesto dal suo ruolo, ha poi condiviso gli aggiornamenti tutte le squadre via email e ha anche richiesto specificamente di farle arrivare eventuali commenti: “Per me è molto importante che la salute degli atleti sia la prima priorità dell’IBU. Se avete lamentele o suggerimenti per come questa situazione sta venendo gestita, per piacere fatemi sapere i vostri commenti”. Purtroppo, non ha ricevuto nessun commento dalla squadra italiana.  Venerdì, mentre l’emergenza Coronavirus continuava ad intensificarsi, l’IBU ha proposto di cancellare le staffette miste di domenica così da permettere a tutti gli atleti di tornare a casa in sicurezza, avendo il pieno supporto degli allenatori e del Comitato Atleti.

Alla luce di ciò, è quindi proprio Clare Egan la prima ad essere dispiaciuta di quanto successo e delle dichiarazioni di Dorothea Wierer dopo le gare, perché evidentemente qualcosa non ha funzionato nella comunicazione tra il Comitato Atleti e gli atleti stessi. Le due si sono poi chiarite e l’atleta americana si è scusata per non aver recepito prima le preoccupazioni dell’atleta italiana. La speranza è che questo episodio sia di lezione sia per il Comitato Atleti che si impegnerà ad ascoltare le voci di tutti in situazioni delicate, ma anche per gli atleti stessi che devono esprimere i loro pareri il prima possibile. Specialmente nel caso di Dorothea Wierer, la cui opinione ha certamente ha un peso specifico notevole nel biathlon, far sentire la propria voce al momento giusto può aiutare tutto il movimento. Dall’altra parte, l’IBU ma anche gli atleti stessi, si sono ritrovati a dover gestire una situazione inedita e soprattutto in continua evoluzione di ora in ora, per cui le condizioni in cui sono state prese le decisioni in un determinato giorno non erano necessariamente le stesse del giorno in cui le gare si sono poi svolte.

Clare Egan, la presidente del Comitato Atleti dell’IBU. Fonte: Clare Egan, Twitter.
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