Biathlon: Nove Mesto, prima tappa (a porte chiuse) del finale di stagione

È andata in scena a Nove Mesto la prima delle tre tappe che chiuderanno la stagione del Biathlon, tra l’esordio dei giovani azzurri e la lunga rincorsa di Dorothea Wierer per la riconquista della Coppa Generale.

di Chiara Aruffo

Le gare in notturna creano sempre un’atmosfera speciale nella gare di biathlon, ma quest’anno le tribune vuote causa emergenza Coronavirus, hanno dato un tocco quasi spettrale alla tappa di Nove Mesto (Repubblica Ceca). I tifosi cechi, e non solo, non si sono però persi d’animo e decine di bandiere, alcune con messaggi destinati agli atleti, hanno preso il loro posto sulle tribune, mentre qualche coraggioso ha assistito alla gare da oltre le barricate posizionate ai lati del tracciato.

Le bandiere sulle tribune nello stadio vuoto a Nove Mesto (Repubblica Ceca). Fonte: Petr David Josek/AP

SETTORE FEMMINILE

In Casa Italia, l’attenzione è tutta sulla lunga rincorsa di Dorothea Wierer verso la riconquista della Coppa Generale, compito tutt’altro che scontato come si è visto questo weekend. L’assenza della norvegese Marte Røiseland, una delle più temibili inseguitrici e reduce dalle 7 medaglie vinte ai Mondiali, aveva infatti già fatto festeggiare molti in ottica classifica generale, ma Eckhoff, Oeberg e Herrmann hanno dimostrato con i risultati che daranno filo da torcere fino all’ultima giornata a Dorothea Wierer.

Partiamo proprio dalla tedesca Herrmann che con la vittoria di giovedì nella sprint ha fatto vedere che, quando trova la giornata giusta al poligono, diventa imbattibile per tutte grazie a un passo superiore sugli sci. Il bonus al poligono sembra però esserselo giocato tutto nella sprint, e infatti 5 errori al tiro nella mass start la relegano al 12 posto. Chi sembra invece aver ritrovato sicurezza al poligono è la norvegese Tiril Eckhoff, che dopo aver impressionato nel mese di gennaio, arriva prima quintanella sprint e poi ritrova il gradino più alto del podio nella mass start. L’impressione è che, almeno nelle gare individuali, riesca a sparare in piedi molto meglio quando arriva al poligono da sola al comando e ha tempo per ragionare su ogni colpo, mentre abbia più in difficoltà a gestire il poligono quando si ritrova a sparare nel gruppo. Questo potrebbe essere uno spunto su cui ragionare in termini di strategia per le prossime gare. Chiude il terzetto delle inseguitrici la svedese Hanna Oeberg, sesta nella sprint e poi seconda dietro la norvegese nella mass start, che se da un lato ha dimostrato di aver ritrovato il giusto feeling con il poligono, dall’altro è apparsa più affaticata nella parte sciata. Dorothea Wierer si è presentata a Nove Mesto ancora una volta indossando il pettorale giallo da leader della classifica generale, ma inizia male il suo weekend di gare con un 24 posto nella sprint di giovedì. Le condizioni non buone della neve non hanno certo aiutato, ma 3 errori al tiro in una gara che si svolge su due poligoni hanno fortemente inciso sul piazzamento finale. Ricordiamo che ai fini della classifica finale, i due peggiori risultati della stagione verranno scartati: questo sarà probabilmente uno dei due scarti a disposizione. L’atleta altoatesina riesce poi a contenere i danni nella mass start, dove commette nuovamente 3 errori, ma chiude al quinto posto finale grazie a un buon passo sugli sci e alla solità velocità di esecuzione al tiro. Quel che emerge da questo weekend di gare, è che molto viene deciso al poligono e sarà fondamentale per la Wierer ritrovare la giusta tranquillità per incrementare le percentuali al poligono.

Qualche considerazione infine sulla staffetta femminile di sabato, che ha visto la Norvegia trionfare per la sesta volta in stagione: una grande dimostrazione della profondità del movimento norvegese, considerata anche l’assenza della Røiseland. L’Italia ha chiuso al sesto posto, con il quartetto Vittozzi-Sanfilippo-Carrara-Wierer, migliore prestazione della stagione, ma anche un’occasione per provare a cambiare l’ordine delle frazioniste. La sfortuna ci ha anche messo del suo con Sanfilippo che aveva solo 4 colpi nel caricatore e si è poi trovata in difficoltà, causa probabilmente un po’ di agitazione, nel chiudere il quinto bersaglio usando le ricariche.

SETTORE MASCHILE

Per l’Italia, la notizia del weekend è sicuramente l’esordio col botto dei due giovani Tommaso Giacomel e Didier Bionaz, entrambi classe 2000. I due sono scesi in campo nella sprint senza nessun tipo di timore reverenziale verso i colleghi più esperti, con Giacomel che ha chiuso al 27 posto finale: primo atleta del 2000 a punti in Coppa del Mondo, miglior range e shooting time della gara, quest’ultima carattestica in comune con l’esordio di una certa Dorothea Wierer nel 2009. Molto bene anche Bionaz, che ha concluso la gara al 72 posto e un solo errore al poligono. I due si sono poi ben comportati anche nella staffetta, dove insieme a Bormolini e Windisch hanno conquistato la sesta posizione. E proprio Windisch deve essersi particolarmente galvanizzato dal confronto con i due più giovani ed è stato protagonista di una bella prova nella mass start di domenica, dove è riuscito ad uscire senza errori dai primi 3 poligoni per poi sbagliare due volte al poligono finale e chiudere al nono posto, uno dei migliori risultati stagionali.

Nel settore maschile, gli atleti italiani non sono mai stati in corsa per la vittoria della Coppa Generale, che è a tutti gli effetti una corsa a due tra Johannes Bø e Martin Fourcade. Il norvegese ha saltato due tappe a gennaio per la nascita del primo figlio, ma non si è dato per vinto e ha tutta l’intenzione di andarsi a riprendere il pettorale giallo, al momento indossato da Martin Fourcade. Dopo aver vinto la gara sprint, dando più di 20 secondi a un comunque bravissimo Fillon Maillet, il norvegese ha dato dimostrazione di tutta la sua superiorità sugli sci nella mass start. In testa fin dal primo metro proponendo un ritmo forsennato, ha sempre recuperato sugli sci i secondi persi con  i 3 errori al poligono, dando l’impressione di avere praticamente un errore di vantaggio su tutti gli altri ad ogni poligono. Secondo il francese Jacquelin che ha invece trovato un 20/20 al poligono, ma è stato fortemente penalizzato, così come il resto della squadra francese, da un clamoroso errore nella preparazione degli sci.

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