E adesso riabilitiamo Di Luca

Con Fuglsang e Lutsenko, ancora accuse di doping nel ciclismo: è ora di finirla con l’ipocrisia

di Nando Aruffo

Ovviamente il titolo è una provocazione, e altrettanto sicuramente il mondo del ciclismo farà finta che non sia successo nulla e che soprattutto non succeda nulla.

Partiamo dall’ultima notizia, datata lunedì 3 febbraio: il giornale danese Politiken è riuscito ad avere un rapporto della Cycling Antidoping Foundation dal quale emerge che due corridori professionisti, Jakob Fuglsang e Alexey Lutsenko, si siano rivolti al dottore Michele Ferrari.

Per i lettori più giovani, specifichiamo che il dottore Michele Ferrari, 56 anni, è stato allievo del professor Francesco Conconi, ha seguito Francesco Moser negli allenamenti per il record dell’ora (1984), Lance Armstrong per tutta la carriera (e quindi anche durante gli anni dei suoi sette Tour vinti e poi cancellati per uso di doping), molti corridori professionisti, atleti di sci nordico e di atletica leggera di quel periodo. A maggio del 2006, la Corte d’Appello del Tribunale di Bologna estinse per prescrizione il reato di frode sportiva e assolse il dottore dall’accusa di doping, perché “il fatto non sussiste”. A luglio del 2012 l’USADA (Agenzia Antidoping degli Stati Uniti) lo ha inibito a vita e la sentenza è stata recepita dall’UCI (Unione Ciclistica Internazionale).

Jakob Fuglsang e Alexey Lutsenko sono due corridori dell’Astana, la squadra gestita da Alexandre Vinokourov, squalificato (due anni) anch’egli per doping: durante il Tour 2007 si era sottoposto a trasfusione di sangue, pratica vietata. Passò alla triste storia dello sport contemporaneo perché vinse tra i fischi l’ultima corsa della carriera: la prova su strada ai Giochi Olimpici di Londra 2012.

Adesso, quest’altro polverone. Come da prassi, sono arrivate le smentite. Il dottor Ferrari sul suo sito 53×12: “Ancora una volta, purtroppo, mi ritrovo costretto a negare l’ultima bufala dei media che mi riguarda”;(già: sempre colpa dei giornalisti)

L’Astana ha subito preso le distanze dai suoi due corridori: “La squadra non collabora con nessun medico sospetto, come il dottor Michele Ferrari. I corridori non sono autorizzati a consultare nessun medico esterno al team per nessuna attività”.

Bene: alla fine di tutta questa lunga esposizione dell’attualità, viene da pensare come l’unico radiato sia Danilo Di Luca. Il corridore abruzzese, però, lo scorso mese di novembre è stato assolto dal Tribunale di Milano nella causa di querela per diffamazione presentata contro di lui dalla Lega Ciclismo Professionistico e dall’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti (ma l’avete mai vista voi un’associazione che denuncia un proprio iscritto?).

Accogliendo la richiesta di archiviazione del PM, il giudice sentenzia: “… nel corso delle interviste si riportano esperienze personali determinate e specifiche che non consentono di porre “sotto processo” per doping l’intero ambiente del ciclismo professionista italiano, anche se sollecitano, proprio a maggiore tutela dei ciclisti, una rinnovata attenzione al fenomeno”.

L’attenzione è così… attenta che l’Astana continua a uscire indenne dalle accuse di doping. Nel 2008, una ventina giorni prima dell’inizio del Giro, l’allora direttore del Giro d’Italia Angelo Zomegnan non esitò a lasciare a casa l’italiana Ngc Medical – Ogc Porte (decretandone di fatto la chiusura), per chiamare Alberto Contador capitano di quell’Astana che non era stata invitata a correre il Tour de France per gli scandali doping che l’anno prima avevano colpito Matthias Kessler, Andrej Kaseckin, lo stesso Vinokourov, tutti corridori della squadra del Kazakistan.

E, per restare all’Astana, abbiamo già dimenticato il Giro d’Italia 2011? Gli organizzatori srotolarono un bel tappeto rosso ad Alberto Contador per farlo correre nonostante fosse sotto processo per doping. Pochi giornalisti (tra i quali io) scrissero che la sua presenza avrebbe potuto falsare la corsa. Difatti, lui fece corsa a sé; Michele Scarponi e Vincenzo Nibali duellarono per battersi a vicenda (soltanto 46” alla fine il distacco tra i due). Morale: otto mesi (!!!) dopo la fine della corsa rosa il Tribunale Arbitrale dello Sport squalifica Contador, Scarponi (2° con ritardo di 6’10”) si vede assegnare la vittoria a tavolino e Nibali sale al secondo posto.

Pertanto, anche alla luce di questi episodi, rilanciamo una personalissima provocatoria richiesta: riabilitiamo Danilo Di Luca

E adesso riabilitiamo Di Luca

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