In Argentina via alla nuova stagione di Amore e Vita – Prodir

La formazione Amore & Vita Prodir impegnata in Argentina

Nel Paese sudamericano nacque la passione di Ivano Fanini (in viaggio di nozze) per il ciclismo

Scatta una nuova entusiasmante stagione: il team AMORE e VITA – Prodir è volato in Argentina dove oggi, 2 febbraio, si conclude la Vuelta a San Juan Internacional.
Una gara di sette tappe veramente prestigiosa che ha visto al via un parterre a dir poco “stellare”, con ben sei formazioni world tour, e campioni del calibro di Peter Sagan, Julien Alaphilippe, Fernando Gaviria, Remco Evenepoel (tanto per citarne alcuni), tutti desiderosi di sfidarsi sulle torride strade sudamericane.

Gli atleti diretti per l’occasione da Vladymyr Starchyk e Marco Zamparella (al debutto ufficiale come direttore sportivo) sono sembrati già in buone condizioni. L’entusiasmo per quest’esordio e la voglia di riattaccarsi il numero sulla schiena è davvero tanta, così come la determinazione per tentare di raggiungere un risultato che sarebbe prestigiosissimo.  

Dei 16 atleti presenti in formazione, sono stati selezionati per essere schierati al via: Davide Appollonio, Marco Tizza, Riccardo Marchesini (al suo debutto tra i professionisti), Antonio Zullo (al suo ritorno in gruppo dopo il grave infortunio – con conseguente intervento per l’inserimento della protesi al femore – che lo ha tenuto fermo l’intera stagione 2019), Viesturs Luksevics e Maris Bogdanovics.
“Siamo elettrizzati di partecipare ad una corsa di questo livello che rappresenta senza dubbio uno degli principali obbiettivi di inizio stagione. E poi l’Argentina è un po’ come fosse la nostra seconda patria” racconta Cristian Fanini.
“Una parte della nostra famiglia vive qui da oltre 70 anni, da quando il nostro compianto zio Ivano, fratello di mio nonno Lorenzo, fondatore dei teams Fanini (tra l’altro mio padre fu chiamato Ivano proprio in suo onore) che negli anni quaranta era un fortissimo ciclista, si trasferì dall’Italia a Mendoza per produrre e vendere vino. Qui abbiamo diversi cugini, con i quali manteniamo tutt’oggi uno splendido rapporto, quindi ci sentiamo davvero un po’ come a casa.
A tal proposito ci tengo a ricordare un aneddoto particolare, mio padre nel 1976 venne in viaggio di nozze proprio in questo paese per visitare i suoi parenti che all’epoca non potettero essere presenti al matrimonio e visto che era un ‘malato’ di ciclismo, con mia madre, passarono tutta la luna di miele al seguito delle Vuelta Mendoza che a quel tempo era la corsa principale di tutto il Sudamerica. Alla fine della corsa ritornò in Italia portandosi dietro il 1° ed il 2° della classifica generale per farli correre nelle nostre squadre. Da quel momento cominciò a lavorare per lo sviluppo del ciclismo argentino e ogni anno la nostra squadra tornava sempre a correre la Vuelta Mendoza riportando poi in Italia i migliori talenti da lanciare.
Tra questi c’era anche uno dei più forti ciclisti di questo paese, Osvaldo Frosasco che per l’occasione della Vuelta San Juan sarà al seguito del nostro team.
E poi posso ricordare il pistard Alexandre, lo scalatore Daniel Castro che vinse anche in Italia una tappa al Trofeo dello Scalatore e figura perfino nell’albo d’oro dei vincitori proprio della Vuelta a San Juan, così come gli altri nostri ex atleti Edoardo Trillini e Luis Moyano. Poi passò tra le nostre file anche l’attuale Presidente della Federazione Ciclistica Argentina, Gabriel Curuchet (che con Roberto Amadio ringraziamo per averci fatto invitare a questa spettacolare gara), e perfino suo fratello, Juan Esteban, vincitore dell’oro Olimpico a Pechino, venne aiutato da mio padre per fare delle Sei Giorni agli inizi della sua carriera. Nei vari anni saranno passati da noi in tutto almeno un centinaio di corridori argentini tra dilettanti e professionisti. Pertanto, credo che sarebbe proprio bello oltre che significativo se riuscissimo a cogliere qualche soddisfazione. Sarebbero invero risultati che vorremmo dedicare alla memoria sia di Ivano “l’argentino” che è stato il primo Fanini della storia ad aver vinto una corsa in bicicletta, che a quella di mio zio Michele (che è stato il secondo Fanini a vincere con questa maglia), scomparso improvvisamente purtroppo il 4 novembre scorso”.

 

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