Nibali, il domani è già qui

Lassù, in cima all’arrivo, sapremo se Nibali avrà forza, ostinazione e consapevolezza di lottare per tentare di conquistare il suo secondo Tour.

Si parte da Mulhouse e si arriva de La Planche des Belles Filles come cinque anni fa, sette colli da scalare come cinque anni fa: 2014 quando Nibali vinse per distacco sotto la pioggia con un attacco sferrato a 2500 metri dall’arrivo ponendo le basi per vincerlo, quel Tour.

Ma non lasciatevi tranne in inganno né da Mulhouse né da La Planche des Belles Filles: stesse località di partenza e di arrivo ma percorso per metà diverso.

Nel 2014 si affrontarono una dopo l’altra le seguenti salite:

1)    Firstplan (2ª categoria) altitudine 722, culmine al km 30.

2)    Petit Ballon (1ª categoria) altitudine 1163, culmine al km 54.5, lunghezza salita km 6

3)    Col du Platzerwalsel (1ª categoria) altitudine 1193, culmine al km 71.5

4)    Col d’Oderan (2ª categoria) altitudine 884, culmine al km 103.5, lunghezza salita km 8

5)    Col de Croix (3ª categoria) altitudine 678, culmine al km 125.5, lunghezza salita km 3.3, pendenza media 6.1%

6)    Col des Chevrères (1ª categoria) altitudine 914, culmine al km 143.5, lunghezza salita km 6, pendenza media 9.5%

7)    La Planche des Belles Filles (1ª categoria, arrivo) altitudine 1135, culmine al km 161.5, lunghezza salita km 7, pendenza media 8.7%

Nel 2019 si affronteranno una dopo l’altra le seguenti salite:

1)    Le Markstein (1ª categoria) altitudine 1183, culmine al km 43.5, lunghezza salita km 10.8, pendenza media 5.4%

2)    Grand Ballon (3ª categoria) altitudine 1336, culmine al km 40.5, lunghezza salita km 1.3, pendenza media 9%

3)    Col du Hundsruck (2ª categoria) altitudine 748, culmine al km 74, lunghezza salita km 5.3, pendenza media 6.1%

4)    Ballon d’Alsace (1ª categoria) altitudine 1173, culmine al km 10.5, lunghezza salita km 11, pendenza media 5.8%

5)    Col de Croix

6)    Col des Chevrères

7)    La Planche des Belles Filles (1ª categoria, arrivo) altitudine 1140, culmine al km 160.5, lunghezza salita km 7, pendenza media 8.7%

Dal confronto, emergono la puntigliosità francese nel misurare il mezzo chilometro; l’altitudine della linea di arrivo piazzata cinque metri più su rispetto al 2014, la lunghezza della tappa: un chilometro meno del 2014.

Tecnicamente, vale la pena ricordare che il Grand Ballon di quest’anno, pur considerata vetta di terza categoria, è in realtà una salita a gradoni che utilizza all’80% Le Markstein e, tutto compreso, sono trenta chilometri di salita con un dislivello di mille metri: sarà un inizio di tappa più impegnativo rispetto a cinque anni fa.

Altra curiosità: il Col des Chevrères era considerato di Prima Categoria nel 2014 ed è considerato di Seconda Categoria quest’anno.

Però, come ricordano i saggi del ciclismo, “il percorso lo fanno i corridori” e quindi siamo curiosissimi di vedere l’atteggiamento di Vincenzo Nibali, l’unico italiano in grado di salire sul podio e, se tutto va bene come cinque anni fa, anche vincere questo Tour.

Cinque anni fa Nibali vinse anche a La Planche des Belles Filles (era la decima) ben aiutato da Fuglsang e Scarponi, attaccò a due chilometri e mezzo dall’arrivo, raggiunse e superò Purito Rodriguez e sfilò la maglia gialla al francese Gallopin. In quella tappa Alberto Contador cadde in discesa a un centinaio di chilometri dll’arrivo (frattura della tibia) e Nibali si ritrovò con un altro rivale in meno, considerando che già aveva abbandonato Froome, perché caduto nella famosa quinta tappa in Belgio, quella del pavé.

Al termine della decima tappa del 2014 Nibali aveva un vantaggio di 2’23” sul tasmaniano Richie Porte e 2’47” sullo spagnolo Alejandro Valverde.

Buon divertimento a tutti.

Nibali, il domani è già qui

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